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Formazione esperienziale vs team building fai-da-te

È vero che tante attività che vi proponiamo potreste farvele anche da soli. Allora perché rivolgersi a degli specialisti del team building?

Innanzitutto, perché siamo un’azienda che sa preparare bene le cose, con professionalità, curando ogni aspetto e ogni dettaglio.

Ma non è solo questo. Questo è il meno, anzi.

Il fatto è che un’uscita tra colleghi non è detto che faccia team building. Per meglio dire, non è detto che sfoci nel team building. Può anche essere, ma non è detto. Nel dubbio, è sempre meglio non rischiare, pertanto rivolgetevi a dei professionisti del settore quali siamo noi.

Qual è il punto? Il punto è che in un’attività di team building fai da te possono sorgere delle criticità che possono avere un effetto deleterio e sortire l’effetto opposto. Quindi, addio team building. Possiamo quasi affermare che senza  il supporto di esperti del settore non si possa nemmeno parlare di team building.

Facciamo alcuni esempi

  1. La partita di calcetto. Quello un po’ scarso, che magari viene messo in difesa o in porta, che magari sbaglia qualcosa, sentendo i rimbrotti e le prese in giro dei colleghi e sentendosi inadeguato, non andrà più con loro. Sperando che la cosa non abbia strascichi al di fuori del campo e dello spogliatoio
  2. Una battaglia a softair. Chi “muore” o chi comunque fa parte delle truppe perdenti può avrersene a male e magari litigare con gli altri soldati del suo esercito
  3. Un gruppo va giocare a bowling e qualcuno non sa nemmeno tenere in mano la palla e di conseguenza non fa nemmeno un punto però fa una figura barbina e la presa in giro da parte dei colleghi non è da escludere, come pensate che si sentirà alla fine della serata? Pensate che ripeterà volentieri quell’esperienza, ammesso che la ripeterà? Pensate che sia fatto del team building?

Domande retoriche valide per tutti e tre i casi e per altre decine di situazioni.

E allora, che fare?

Come abbiamo visto prima, la cosa ideale è affidarsi a un’azienda specializzata in questo settore. Perché? Perché presenta la figura del formatore, vale a dire una persona che ha l’incarico di osservare il gruppo in azione, di rilevare i problemi e di ascoltarne i membri, al fine di far emergere ciò che non va e di fare le correzioni dovute. Solo così, anche fermandosi un attimo per capire e per risolvere i problemi, si sarà fatto davvero un bel team building.

Diciamo tra questo modo di fare team building e quello spontaneo corre quasi la stessa differenza che passa tra far fare, per esempio, un lavoro di grafica a un’agenzia e farlo fare a un cugino o a un amico bravo a smanettare con il computer.

Con questo non vogliamo dire che non dovete più fare cose con i vostri colleghi, anzi. Ben vengano le serate insieme e tutto quello che abbiamo visto fino a questo momento di “proveniente dai lavoratori”. Solo che bisogna chiamare tutto questo “momenti tra colleghi “ e non “team building “. Per meglio dire, li si può anche chiamare team building, a patto però che la situazione non possa portare qualcuno a offendersi o a sentirsi inadeguato. E, soprattutto, avendo la consapevolezza che solo con un’azienda come la nostra si può ottenere del team building di qualità, del team building di Serie A.

La chiave di tutto è la formazione esperienziale.

 

Pertanto, non dovete fare altro che contattarci per vedere come si fa seriamente un team building, affinché il gruppo si compatti e ognuno sia felice di farne parte, con ripercussioni positive sulla vita lavorativa, che è poi quello che interessa. Al contrario, se fatto male, ne può avere di negative.

Giochi di team building e giochi per bambini

Parlando di giochi di team building, la cosa migliore da fare mi sembra quella di ricollegarmi ad alcune esperienze personali. Non erano attività pensate come giochi di team building (finalizzati a), ma ce le possiamo ricondurre.

Ho lavorato come animatore per bambini e almeno una volta l’anno dovevo fare una giornata di formazione, per apprendere attività ludiche nuove da far poi svolgere ai “miei” bimbi.

Di solito, ci dividevano in tre gruppi e particolarmente interessante era la parte musicale, in cui dovevamo esprimerci e muoverci partendo da dei suoni.

Oltre alla musica, si sono fatti anche giochi di movimento. Mi ricordo bene quello in cui ci hanno divisi in due sottogruppi, i due capitani si sfidavano e gli altri della squadra dovevano fare il tifo.

Precisazione necessaria: i tre gruppi rimanevano fissi, ruotando tra le tre macroaree, poi, al loro interno si creavano dei gruppi estemporanei. Devo dire che si creava uno spirito di gruppo maggiore, una sorta di senso di appartenenza, ma anche alla squadra che magari nasceva e moriva nell’arco di un gioco solo. E poi, lo spirito di gruppo collettivo, con la sensazione di far parte di una grande famiglia e di star facendo un lavoro utile e nobile.

Ho fatto anche i centri estivi e anche il creare cartelloni e organizzare giochi d’acqua e cacce al tesoro fortifica il senso di appartenenza e di comunanza tra colleghi.

Erano molto stimolanti i giochi d’acqua : i bambini erano divisi in tre gruppi e dovevano rispondere a delle domande. Chi lo faceva in modo coretto, guadagnava il diritto a versarsi un po’ d’acqua addosso e in certe giornate torride milanesi non esiste premio maggiore.

Ah, no! Mi sono confuso: il primo che arrivava doveva versarsi un bicchiere d’acqua in testa (un po' come schiacciare il pulsante) per rispondere. Va be', divertimento, acqua rinfrescante, prontezza e cultura c’erano sempre. In questo caso, affidiamoci al proverbio che recita: cambiando l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia. Non amo usare i proverbi, ma a volte si può fare un'eccezione.

Anche in questo caso, tra i componenti della stessa squadra di creava un'unione.

Lavorando poi in solitudine con i bambini, ho fatto spesso fare giochi intramontabili come palla prigioniera o bandiera.

Mi sto limitando a parlare dei giochi di squadra, ma se vogliamo estendere il discorso possiamo citare anche quelli individuali, cioè quelli in cui ognuno gareggia per sé, come il limbo, ma che comunque creano un affiatamento generale.

Orbene, abbiamo parlato di bambini e di animatori che imparano o che preparano i giochi per i bambini, adesso parliamo di adulti, di adulti che lavorano in un'azienda. Dobbiamo trasformare tutto questo in giochi di team building. In fondo, nel team building si torna un po’ bambini. Come fare? Semplice: contattateci e creeremo o organizzeremo per voi dei bei giochi di team building, come quelli di cui abbiamo scritto fino adesso in questo articolo, ma anche di altro tipo. Sapremo sicuramente soddisfarvi e tirare fuori il vostro lato ludico per metterlo al servizio della squadra, inteso sia come squadra estemporanea, sia come azienda.

Con quale garanzia affermiamo tutto questo? Con la garanzia dell'esperienza, visto che abbiamo già organizzato attività come la caccia al tesoro, che abbiamo ricordato negli articoli più recenti.

Pertanto, se volete che i vostri impiegati cementino lo spirito di appartenenza al gruppo e all'azienda, insomma che si faccia un po’ di team building aziendale fatto bene, giocando e tornando un po’ fanciulli, non dovete che rivolgervi a noi. Forti delle nostre esperienze, metteremo tutte le nostre capacità e le nostre esperienze al vostro servizio, con il solo obiettivo di darvi un servizio di alta qualità. Have you fun!

Team building in Lombardia con musica e cibo

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Come fare team building in Lombardia in modo esclusivo, vale a dire con attività che si possono svolgere solo in questa regione o quasi? È questa la sfida di questo articolo.

L'altro post che trattava del team building in Lombardia era incentrato soprattutto su aspetti ludici, come gite, vacanze e mangiate con colleghi. Queste, al contrario, verterà soprattutto sulle sfide e sulle collaborazioni.

Quali sono due elementi che caratterizzano una regione? Sicuramente, la musica e non solo quella tradizionale, ma tutto quanto il panorama canoro, e la cucina. Pertanto, perché non organizzare un karaoke o una gara di canto basato sulle canzoni che hanno perduto un legame con la Lombardia? E perché non usare i suoi piatti per fare un po' di team building?

Partendo dal karaoke, uno spunto potrebbe essere fare un karaoke basato sulle canzoni di cantanti lombardi. L’ispirazione per questa idea mi è venuta proprio perché in questi giorni, ed esattamente il 25 gennaio, ricorre l’anniversario della nascita di Gaber. Chiaramente, il panorama può spaziare da Davide Van De Sfroos agli Elio e Le Storie Tese, passando da Mina e dai Punkreas. E’ bene mettere qualche brano in italiano, per dare a tutti la possibilità di cantare. Un’alternativa al karaoke è la gara di canto, sempre con lo stesso repertorio. Rimanendo in un ambito artistico, uno spunto potrebbe essere quello di rappresentare commedie e altre opere teatrali che hanno una connessione con la mia regione. Mi vengono in mente “I Legnanesi”, magari con i testi tradotti, ma è solo una proposta, un suggerimento.

Passiamo adesso alla cucina. Ne abbiamo parlato anche l’altra volta, ma in questa puntata entreremo maggiormente nel dettaglio. Sia che si voglia semplicemente cucinare insieme, sia che si opti per la gara, di possibilità ce n’è a bizzeffe. Per esempio, se la scelta è quella non competitiva, il team potrebbe cimentarsi nella preparazione della mostarda o del torrone, due leccornie, per chi non lo sapesse, di Cremona. Nella mia idea è un modo di riproporre in salsa italiana, anzi lombarda, quel team building fatto da una grande azienda di Seoul in cui tutti, dipendenti e dirigenti, sono impegnati nella preparazione del kimchi, la loro spezia tipica. Ne ho già parlato in altre occasioni perché mi sembra un esempio eccellente di team building (tutti impegnati a fare la stessa cosa non-lavorativa, azzeramento delle gerarchie, divertimento). Figuriamoci di team building culinario. Quindi, un team building in Lombardia che abbia come campo la cucina può vedere tutti i membri di una ditta impegnati a fare lo stesso prodotto culinario di questa terra, torrone, mostarda o altro che sia.

Se, al contrario, si opta per la competizione, si può, mutuando l’idea da Master Chef, suddividere il gruppo in tre squadre: due brigate e i commensali. Le due brigate si cimenteranno nella preparazione di piatti tipici lombardi, dal primo al dolce, come pizzoccheri, ossobuco, risotto e cotoletta alla milanese, casoncei, pesce persico eccetera. O i già citati mostarda e torrone. Il gruppo dei commensali giudicherà. Non vale che quest’ultimo sia costituito solo da dirigenti.

Poi, visto che ci stiamo avvicinando al Carnevale, il team building potrebbe consistere nel preparare chiacchiere in vista del Carnevale Ambrosiano (parlando sempre in ambito culinario, naturalmente).

Ricapitolando, se volete cantare pezzi come “Servi della Gleba”, “Mi sei scoppiato dentro al cuore”, “Yanez”, “La bella Gigogin”, “L’Armando”, “La Libertà” eccetera, non importa se in duetto, in coro, sotto forma di karaoke o come sfida, la formula poi verrà trovata, rivolgetevi pure a noi, per un bel team building in Lombardia a tema musicale (musica lombarda).

Invece, se volete fare squadra davanti ai fornelli, rivolgetevi sempre a noi. Per un team building in Lombardia che soddisfi i palati e la voglia di cucinare.

Team building aziendale, una carrellata

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Team Building aziendale, ricapitolando. Vediamo l'elenco di tutte le attività di team building aziendale di cui abbiamo parlato da novembre al 7 febbraio.

  1. Cantare le canzoni insieme sul pullman andando in gita
  2. Fare giochi di società andando in gita
  3. Fare del turismo esperienziale
  4. Visitare una città insieme
  5. Degustare cibo insieme
  6. Degustare vino (o altro) insieme
  7. Fare una cena con animazione (in particolare, con cabaret, con “delitto”, con spettacolo teatrale e con giochi di ruolo di vari generi).
  8. Cantare in coro o esibirsi in duetti canori
  9. Fare del karaoke
  10. Fare il trenino
  11. Andare a una mostra con i colleghi
  12. Andare a una conferenza con i colleghi
  13. Andare a una presentazione di un libro con i colleghi
  14. Fare un’opera d’arte collettiva con i propri colleghi
  15. Fare un murales con i colleghi
  16. Ripulire, insieme ai propri colleghi, uno o più muri da murales, tag e graffiti
  17. Scrivere un libro con i propri colleghi
  18. Costituire una redazione interna per fare piccolo giornale
  19. Una cena aziendale
  20. Passeggiare per la propria città scoprendone i lati più nascosti
  21. Mettere in piedi uno spettacolo insieme ai colleghi
  22. Riprodurre un film o una scena di un film insieme ai colleghi
  23. Fare attività sportive insieme e in particolare, abbiamo visto, rafting, sci, tornei di calcetto, gare ciclismo, orienteering, gare di atletica
  24. Fare un viaggio a Colonia sulle tracce dei Re Magi di Squadra Speciale Cobra 11. Un viaggio che si potrebbe fare in concomitanza con il suo Carnevale, che è molto rinomato
  25. Fare un viaggio in Belgio per mangiare birra, cioccolato, gauffre e patatine e godersi i loro fumetti
  26. Fare un viaggio in Ungheria, magari non solo a Budapest, ma anche a Debrecen e sul Lago Balaton
  27. Cucinare cibo lombardo
  28. Cucinare le cose di Carnevale
  29. Costruire le maschere e i costumi di Carnevale
  30. Organizzare un ballo o una festa in maschera per Carnevale
  31. Organizzare un torneo di scacchi
  32. Fare una partita di scacchi vivente come a Marostica e preparare la scacchiera gigante e i costumi
  33. Fare attività solidali come, per esempio, ristrutturare una cascina, aiutare i più bisognosi come i ragazzini che necessitano di ripetizioni
  34. Ridipingere le pareti del bar dell’azienda per renderlo più confortevole, trasformandolo in un luogo in cui stare insieme, organizzando anche attività e corsi
  35. Preparare insieme il kimchi
  36. Fare gare di cucina (anche gare di dolci)
  37. Costruire biciclette per bambini
  38. Fare una caccia al tesoro in motoscafo
  39. Fare una prova di sopravvivenza vivendo per una giornata come vivevano i nostri antenati cinquemila anni fa
  40. Navigare sul Naviglio con i propri colleghi
  41. Giocare a softair
  42. Andare allo stadio insieme

Queste sono le attività di team building aziendale che abbiamo visto finora. Mi scuso in anticipo per eventuali errori o eventuali dimenticanze. Naturalmente, come dico sempre, sono solo esempi. Se siete interessati a queste cose e volete che le ripetiamo per voi, contattateci. Se volete farne di diverse o di simili, contattateci lo stesso, sapremo essere all’altezza delle vostre aspettative.

Ho fatto tanti rifermenti a Milano e alla Lombardia perché sono i luoghi che conosco meglio. Ovviamente, adattate quello che ho scritto alle vostre terre e ai vostri riferimenti culturali

Quando ho parlato di cena aziendale con animazione, ho fatto riferimento in particolar modo a una cena aziendale che si è svolta a Biella sotto il periodo natalizio in cui ci sono stati karaoke, duetti, trenini, cappelli buffi e tante altre cose davvero divertenti e che hanno aiutato il team building aziendale.

Team building a Milano e welfare aziendale

Parlando di team building a Milano e in particolare di team building solidale a Milano e non solamente a Milano.

Nell’ambito della formazione continua obbligatoria per i giornalisti, martedì 16 gennaio 2019, allo Iulm di Milano, ho assistito a una conferenza molto interessante. Il tema non era esattamente il team building a Milano e nemmeno il team solidale a Milano o altrove.

Era incentrata sul tema del welfare aziendale, cioè su tutte quelle misure messe in atto dalle aziende per andare incontro ad alcune esigenze dei propri dipendenti, al di là dello stipendio e di ciò che lo concerne.

Senza star qui a entrare nel dettaglio delle agevolazioni fiscali, sia perché non è la sede di trattare di cose così tecniche (infatti, le ha esposte un tributarista), sia perché, essendo cose così tecniche, non ho le competenze per farlo e, soprattutto, non me le ricordo e non ho voglia di andare a riprendere le slide, devo dire che ci sono degli elementi che possono interessarci nell’ambito del discorso del team building.

Per farla breve, diciamo che l’azienda, per aiutare i propri dipendenti in questo senso, hanno due strade. La prima è quella di dare dei contributi finanziari, o direttamente, o sotto forma di voucher. Per esempio: il dipendente ha dei bambini piccoli e allora lo si aiuta pagandogli, almeno parzialmente, la baby sitter oppure la retta dell’asilo nido. La seconda, rimando sempre nello stesso esempio, si organizza un micronido all’interno del posto di lavoro.

Storie vere di welfare aziendale

Per venire a noi e al nostro team building, ci sono aziende che pensano anche al tempo libero dei propri dipendenti e lo possono fare in modi diversi. Un classico sono il Cral e le gite. Per entrare in storie più dettagliate, una start up ha visto i propri dipendenti richiedere una riverniciata al bar, affinché diventasse un luogo di aggregazione più confortevole. Infatti, volevano passare più tempo insieme e hanno anche organizzato dei corsi.

Sono emerse anche delle criticità. Una di queste è che il welfare aziendale è appannaggio solo dei dipendenti dell’azienda, mentre se ne auspicava una maggiore diffusione, un e ruolo sociale. “Un’uscita dai cancelli”, ha auspicato una relatrice della conferenza. La Luxotica ha fatto un progetto in grado di andare a beneficio di tutta la comunità, ma è la Luxottica, cioè un’azienda dotata di due caratteristiche molto importanti: un fatturato altissimo e un radicamento nel territorio (qui siamo nell’Alto Veneto: ve lo avevo detto che non avremmo fatto riferimento solo a temi come il team building a Milano e al team building solidale a Milano).

Spunti (contattateci)

A questo punto, un’azienda come la nostra può agire in due modi. Il primo è quello di organizzare per le aziende delle attività ricreative improntate sul team building. Riprendendo l’esempio della start-up, avrebbe potuto far ridipingere i muri direttamente dai dipendenti, trasformando i lavori in un’attività di team building. E avrebbe potuto organizzare i corsi cui abbiamo accennato. Estendendo il discorso, si può pensare di incentrare sul team building alcune attività ricreative. In fondo, una dei desideri espressi dai ragazzi della start up era di passare più tempo tra colleghi. Vuol dire che la strada è già tracciata e che si tratta solo di rafforzare e di puntellare.

Il secondo è quello di agire nell’ambito del team building solidale, vale a dire di rafforzare il rapporto tra colleghi andando a fare azioni in grado di portare vantaggio a tutta la comunità, come abbiamo visto anche in un’altra puntata.

Per qualsiasi cosa collegata al team building nell’ambito del welfare aziendale, che rimanga all’interno dell’azienda o che coinvolga anche altri soggetti, soprattutto quelli meno fortunati, non abbiate esitazioni a contattarci. Abbiamo, infatti, una lunga esperienza nel settore e sapremo sicuramente trovare la soluzione più adatta alle vostre esigenze. Sappiamo, infatti, che ogni contesto aziendale, ma anche sociale, è diverso e fa caso a sé. Per questo motivo, studieremo bene la situazione e vi proporremo idee pensate apposta per voi.